Rubrica parliamo di...IMU 2021



Cosa cambia nel 2021 per la tassa sulla casa?

A giugno e più precisamente il giorno 16, dobbiamo pagare la prima rata della tassa di proprietà della nostra seconda casa, così come quest’ultima, anche quella del 16 dicembre, per il saldo, resta la data limite di sempre.

Quello che varia è l’aliquota con cui dovremmo calcolare, in base ai comuni, la nostra tassa IMU.

Per quanto riguarda la scadenza del 16 giugno, ( prima rata ) l’aliquota di calcolo è la medesima utilizzata nell’anno 2020.

Mentre per i saldo con scadenza 16 dicembre, le aliquote di calcolo saranno quelle approvate dai comuni per l’anno in corso, pubblicate entro 28 ottobre nel portale del MEF ( Ministero dell’Economia e delle Finanze ).

Ricordiamo che le aliquote sono state fissate dalla Legge Bilancio 2020 all’ 0,6-0,8 %. I diversi comuni hanno comunque il potere di azzerare e/o in alcuni casi di aumentarle fino ad un massimo di 10,6%. Per quanto riguarda le Prime Case di Lusso ( A1-A8-A9 ) l’aliquota è fissata allo 0,5% e i comuni potranno azzerarla e/o al massimo aumentarla dello 0,1%. A quest’ultime spetterà però una detrazione di € 200.

Le altre Aliquote approvate nella Legge di Bilanci 2020, ricordiamo applicabili solo sulla prima rata, sono le seguenti:

  • 0,1% per i fabbricati rurali legati alle attività agricole;

  • 0,1% (con possibilità di aumento fino allo 0,25%) per gli immobili merce non locati dalle imprese costruttive;

  • 0,76% per i terreni agricoli;

  • 0,76% per i fabbricati D.

Altra novità per l’anno 2021 è la riduzione del 50% della base imponibile per le seguenti seconde case:

  • Per una seconda proprietà di pensionati residenti all’estero

  • Proprietà d’interesse storico o artistico

  • Proprietà dichiarate inagibili o inabitabili

  • Proprietà cedute in comodato d'uso ai parenti di primo grado in linea retta che la utilizzino come abitazione principale

Come si calcola l’IMU.

La rendita catastale dell’immobile aumentata del 5% e moltiplicata per il coefficiente previsto a seconda della tipologia di immobile.

Altra differenza da sottolineare, l’acconto non necessariamente sarà il 50% della tassa pagata l’anno precedente, ma saranno gestite in base ai semestri. Quindi se si è proprietari da marzo si pagheranno quattro mesi e sei mesi al saldo.

Altre novità riguardano l’esonero della prima rata per tutte quelle attività che abbiano subito ingenti perdite economiche a causa della pandemia, compreso tutti i possessori di P. Iva che rientrino nel Decreto Sostegni.

Bruna Boi



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