Riflessione... l’Italia nella fase 2


L’Italia della fase 2 quanto è diversa dall’


Italia della fase 1, ve lo siete chiesto?

Dal 4 maggio, dopo l’ultimo DPCM, riaprono alcune attività e vi è un alleggerimento per quel che riguarda le restrizioni. Si possono rivedere familiari ed affetti stabili. Siamo quindi passati dall’ essere chiusi in casa, dove l’unico sfogo era cantare sui balconi per sostenerci l’un l’altro, alla possibilità di poter uscire di nuovo.

Ma dove sono finiti la cura ed il sostegno dell’altro?

Noi siamo tra quelli che hanno ripreso a lavorare dal 4 maggio. Abbiamo riaperto l’agenzia, solo su appuntamento, sanifichiamo l’ufficio prima e dopo ogni incontro. Facciamo visite solo in appartamenti vuoti. Indossiamo guanti, mascherine e, per quanto è stato doloroso farlo, abbiamo posto sul pavimento dell’ufficio delle strisce di delimitazione per la distanza di sicurezza.

La vostra sicurezza, e di conseguenza la nostra.

Ma vedo oggi persone che escono senza mascherina, senza guanti, che non si curano più del prossimo, le stesse persone che ieri erano sui balconi a cantare e sostenerlo.

Non vuole questo essere un post di critica, se non costruttiva qualora dovesse arrivare come tale, ma vorrei che leggendolo possa aiutarvi a riflettere.

Sembra che stiamo uscendo da questo stato di pandemia piano piano, almeno per quel che riguarda il nostro bel paese, quindi molto presto suppongo che torneremo a togliere le delimitazioni in ufficio, a non usare più i guanti e le mascherine.

Ma vi prego, non smettiamo di essere quelle persone così altruiste che attaccavano arcobaleni ovunque, che cantavano e si sostenevano l’un l’altro.

Continuiamo a sostenerci, è l’unico strumento che abbiamo per risollevarci il prima possibile. Essere uniti.

#insiemecelafaremo


Martina Tocco



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